Poiché Israele insiste nell’usare la fame come arma, la Carestia nel Nord di Gaza deve essere dichiarata ufficialmente

La comunità internazionale ha sia la responsabilità etica che quella legale di fermare la diffusione della Carestia nella Striscia di Gaza.

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Dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani – 10 novembre 2024

Territorio Palestinese – Dato che Israele ha bloccato l’ingresso di beni e aiuti alle centinaia di migliaia di residenti assediati nella Striscia di Gaza settentrionale per più di 50 giorni, le organizzazioni internazionali e delle Nazioni Unite competenti devono dichiarare formalmente la Carestia nella regione. L’uso della fame da parte di Israele come arma è una componente del suo Genocidio in corso nella Striscia, che include anche Uccisioni di Massa e sfollamenti forzati.

A causa dell’illegale blocco israeliano sull’enclave, decine di migliaia di palestinesi, tra cui decine di pazienti in tre ospedali nella Striscia di Gaza settentrionale, sono in pericolo immediato di fame o di conseguenze a lungo termine sulla salute.

Israele blocca il flusso di qualsiasi aiuto umanitario nel Nord di Gaza dal 25 settembre. Bloccando l’ingresso di tutte le merci, a partire dal 1° ottobre, e lanciando un massiccio assalto militare contro tutti i cittadini di Jabalia e Beit Lahia quattro giorni dopo, Israele ha isolato con successo il Governatorato di Gaza settentrionale dal resto della Striscia di Gaza.

Le Forze di Occupazione Israeliane hanno preso di mira e bombardato centinaia di case e rifugi nel Governatorato di Gaza settentrionale nel corso di 36 giorni, uccidendo circa 1.900 palestinesi e ferendone oltre 4.000. Decine di migliaia di persone sono state costrette a lasciare il Governatorato, mentre decine di migliaia di altre risiedono ancora nelle loro case e nei rifugi.

Le persone che si trovano ancora nel Nord di Gaza vivono sotto un assedio immobilizzante, vengono bombardate deliberatamente e continuamente e sono senza cibo, acqua e forniture mediche. Chiunque tenti di uscire di casa in cerca di questi beni di prima necessità viene preso di mira dai droni israeliani e ucciso.

Il personale sul campo dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo ha raccolto le scioccanti testimonianze dei palestinesi costretti a lasciare la Striscia di Gaza settentrionale in merito alla fame intensa e alla scarsità di cibo lì. Questo preannuncia un aumento della prevalenza e della diffusione della fame, della grave malnutrizione e delle malattie correlate, in particolare tra gli anziani, i bambini e le donne in gravidanza.

I palestinesi non si sono ancora ripresi dalle precedenti ondate di Carestia che si sono manifestate in momenti diversi alla fine dell’anno scorso e più volte nei mesi precedenti, e attualmente stanno affrontando la peggiore delle Campagne di Negazione Alimentare, Bombardamenti e Sfollamenti di Israele.

A causa del blocco illegale di Israele sull’intera Striscia di Gaza settentrionale, compresa la città di Gaza, decine di migliaia di persone che sono state costrette a fuggire dal Governatorato di Gaza settentrionale e che inizialmente hanno cercato sicurezza nel Governatorato di Gaza Città ora non sono in grado di acquistare beni di prima necessità. Ciò è dovuto sia alla mancanza di aiuti umanitari autorizzati a entrare nei governatorati settentrionali della Striscia, sia agli alti costi causati dalla carenza di rifornimenti lì.

La situazione nella valle meridionale di Gaza non è molto migliore, perché Israele continua a imporre severe restrizioni alla possibilità dei commercianti di entrare nell’area, limita il numero di camion di aiuti umanitari ammessi e spesso fornisce copertura a bande armate e ladri per sequestrare una parte significativa degli aiuti dai camion nelle aree controllate da Israele, impedendogli di raggiungere le loro destinazioni. Israele ha effettivamente distrutto l’ordine pubblico nella Striscia di Gaza, uccidendo numerose persone incaricate di proteggere gli aiuti umanitari e di distribuirli equamente.

Tutti i residenti della Striscia di Gaza dipendono ora dagli aiuti umanitari esteri a causa della mancanza di opportunità di lavoro, dei problemi di liquidità e del crollo della capacità produttiva locale. Di conseguenza, interrompere tali aiuti significherebbe negare loro l’accesso al cibo e ad altri beni essenziali per la loro sopravvivenza.

Poiché Israele ha usato criminalmente la fame come mezzo per portare a termine il suo Genocidio contro il popolo palestinese con l’obiettivo di sradicarlo, il mondo è complice della Carestia che Israele ha causato nella Striscia di Gaza. Data la probabilità di decine di morti tra gli affamati ogni giorno, la comunità internazionale è avvertita che questa crisi si sta avvicinando al suo apice.

Il Comitato di Rilevamento delle Carestie del Sistema Integrato di Classificazione delle Fasi della Sicurezza Alimentare, un organismo specializzato che valuta e autorizza le classificazioni di Carestia nelle nazioni che stanno vivendo gravi crisi alimentari, ha emesso un avviso venerdì che mette in guardia sulla gravità della situazione umanitaria nella Striscia di Gaza e sul suo rapido aggravamento. Ha inoltre sollevato preoccupazioni circa l’imminente e alto rischio di Carestia nel Nord della Striscia in particolare e l’urgente necessità che la comunità internazionale agisca entro pochi giorni, non settimane, per ridurre la gravità di questo disastro umanitario nella Striscia di Gaza settentrionale.

È giunto il momento di dichiarare formalmente la Carestia nella Striscia di Gaza, in particolare nel Nord, che sta vivendo un assedio senza precedenti, bombardamenti e privazione di tutti i beni di prima necessità per la sopravvivenza. Questa dichiarazione richiederebbe alla comunità internazionale di adempiere ai propri obblighi morali e di adottare tutte le azioni legali necessarie contro Israele, come punirlo con sanzioni, impedirgli di ricevere armi e agire rapidamente per stabilire un corridoio umanitario e portare aiuti e rifornimenti per impedire a migliaia di palestinesi di morire di fame.

La comunità internazionale ha sia la responsabilità etica che quella legale di fermare la diffusione della Carestia nella Striscia di Gaza. Ciò include chiamare le cose con il loro nome e dichiarare ufficialmente la Carestia nella Striscia per garantire la fornitura immediata di aiuti salvavita. Il ritardo in questa dichiarazione ufficiale, ovvero la decisione di non adottare nuove misure serie per fare pressione su Israele affinché tolga il suo blocco illegale della Striscia e ponga fine ai suoi crimini lì, senza dubbio si tradurrà in ulteriori ostacoli agli aiuti salvavita che porteranno a un peggioramento della povertà, della malnutrizione, della fame e dei decessi.

Israele deve essere pressato affinché ripristini i servizi sanitari, idrici e igienico-sanitari nella Striscia di Gaza e fornisca cibo sicuro, nutriente e sufficiente all’intera popolazione palestinese lì presente, fornendo ai genitori latte in polvere; curando i casi di fame, malnutrizione e malattie correlate; consentendo l’ingresso e la circolazione di materiali salvavita attraverso valichi e vie terrestri immediatamente, rapidamente ed efficacemente; e ripristinando i sistemi di produzione locali e l’ingresso di beni commerciali. Tutte queste azioni sono necessarie, soprattutto nel Nord, così come l’urgente ripristino dell’accesso dei palestinesi agli aiuti e ai servizi umanitari in tutta la Striscia.

Traduzione di Beniamino Rocchetto -Invictapalestina.org